Vento Freddo

Il progetto Vento Freddo nasce alcuni anni fa per un’esigenza personale di scrivere liberamente su tematiche (in quel caso biografiche) che potessero esonerarsi da costrizioni imposte da indici di sharing.

All’epoca possiamo parlare di un embrione concettuale, ovvero un’idea ancora non del tutto chiara su quale fosse l’obiettivo del progetto.

Oggi posso dire di aver trovato una strada a quella scintilla d’inventiva.

Un seme che è germogliato e ora mostra i suoi petali: quell’impeto di espressione si rinnova in un mondo circondato da voci che gridano la propria opinione in prima persona, davanti a una telecamera, con strumenti di diffusione sempre più complessi per attirare la residua attenzione rimasta (sempre più flebile e confusa). Un seppuku mediatico, che vuole tornare a una forma ormai quasi abbandonata: la scrittura. Seppur completato da immagini e media, il focus dei contenuti saranno puramente testuali. Le argomentazioni selezionate, accompagnate sempre da una critica narrazione soggettiva: una passeggiata in un quadro, che racconta quello che vede, fin nel minimo dettaglio. 

La similitudine con un “vento freddo” è dovuta al fatto che i racconti avranno un sapore aspro e tagliente. Uno sguardo penetrante che vuole entrare nel cuore delle cose, senza idoli, senza pareti. Un soffio gelido che spazza via la superficialità cristallina di questo tempo, le contraddizioni lapalissiane, l’incoerenza macro evidente; che accusa l’ossimoro, che non tollera l’ipocrisia, che ascolta e replica pungente, come nelle giornate d’inverno, prendendo ispirazione dalla musica, ma senza esserne schiava, accusandola, se necessario, coinvolgendola solo se necessario.

MISSION

Il progetto troverà una forma concreta nella realizzazione di un sito (e – con molta probabilità – dei canali social), con una struttura essenziale. La mission è quella di creare uno spazio in cui i “lettori” potranno trovare un angolo sì personale, ma che affronti tematiche che s’intrecciano tra loro, rendendo un panorama più ampio rispetto ai meri personali 2 cent. Un’attualità affrontata senza influenze, senza paura di giudizio, con un fine quasi sociale, nel voler riportare ciò che è vero. Una verità che non pretende visibilità, ma che racconta quello che è, senza salamelecchi. Tutte le storie riportate saranno frutto di un “ragionamento”, arricchito da tutte le voci che vorranno contribuire a rendere più dettagliato ogni viaggio. 

Un crogiolo in cui versare tutte le frustrazioni mute, le ingiustizie taciute, le nudità pubbliche. Nessuna omertà, nessuna vergogna. Non ci sarà alcuna pretesa di essere letta, come il vento non chiede di essere apprezzato al suo passaggio.